Il silenzio dell’Appia Antica

Ci sono tramonti bellissimi qui
Mi disse un giorno un poeta
Indicando oltre i pini laggiù
Oltre i palazzi in costruzione
Oltre le sagome di case lontane.
Le nuvole sembravano disegnate
Da bambini intenti a dipingere un mondo in technicolor.
Il mondo che vorrei.
Non mi ricordo più come si colora
Senza uscire dai bordi.
Era bello preoccuparsi dei pastelli
Che ti lasciavano il colore sulla mano.
Non capivo perché i bambini facevano la pelle rosa alle figure che disegnavano.
Io usavo il beige. E facevo sempre i capelli neri alle donne per farle assomigliare a mia madre.
Soffio di vento.
Ci sono le farfalle, qui.
E i gatti rossi che si rotolano al sole.
Che invidia!
E poi c’è l’orizzonte. C’è l’infinito.
Le ragnatele che brillano al sole.
E le cicale come colonna sonora
Mentre cani abbaiano in lontananza.
Lasciatemi qua per sempre
Ad ascoltare gli uccelli,
A guardare il cielo,
A sentire le voci dei miei antenati
A perdermi nel silenzio dell’Appia Antica.

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