I campi di granturco

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C’erano le rane qua una volta. Ora non ci sono più. E c’erano gli aironi che volavano sulle risaie. Ora se ne scorgono pochi, con le lunghe zampe nell’acqua delle rogge e volano via spaventati dai motori delle auto.
E poi ci sono i campi di granturco che mi ricordano L’uomo dei sogni. Da piccola pensavo che attraversando un campo di granturco si finisse in un altro mondo, forse quello da cui proveniva la squadra di baseball del film.
Ma quello era finzione ed era l’America. Può succedere di tutto in America. Invece qui siamo a Vercelli, dove i vicini di casa non si fanno gli affari loro, dove gli anziani vanno in bici contromano e le zanzare ti mangiano viva alle sagre estive.
Eppure mi sento a casa.

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