[Joyland]

La gente pensa che il primo amore sia tanto dolce, e lo diventi ancora di più quando il legame si spezza. Conoscerete almeno un migliaio di canzoni pop e country sull’argomento , con qualche povero scemo col cuore infranto. Ma quella prima ferita e’ la più dolorosa, la più lenta a guarire e lascia una cicatrice orribile. Che ci sarà di dolce…?
Stephen King, Joyland

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Leggere Stephen King e’ come tornare a casa. Seguire il ritmo delle sue parole, le sue espressioni divertenti e le descrizioni particolareggiate mi fa tornare bambina, a quando mia madre mi leggeva stralci dei suoi libri sulla spiaggia.
Stephen king mi guida in un mondo parallelo, dove mi sembra che non possa succedermi niente di brutto. Le cose spaventose succedono ai suoi personaggi, non a me che leggo. Il mondo si ferma. Non penso a nulla. Solo a continuare a leggere.
Voglio andare a Joyland. Voglio conoscere i personaggi. Voglio dire a Devin Jones che è vero che l’amore lascia cicatrici che fanno un male atroce e che, ha ragione, non c’è niente di dolce in tutto ciò.
Leggo nella penombra della mia camera e non voglio smettere.

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14 pensieri su “[Joyland]

  1. Ho letto una sola recensione su questo romanzo su cui nutro parecchie aspettative (sono un fan del Re), e devo dire che quell’analisi mi ha un pò raffreddato. Era tutt’altro che positiva.

    Menomale che c’è questo post a risollevarne le sorti.

    Russ

    1. Non saprei, io lo sto adorando, e’ un libro in cui non succede nulla in effetti, ma i personaggi, le ambientazioni, il modo in cui è’ scritto mi piacciono tantissimo e mi tengono incollata… Non voglio finirlo!
      Poi mi farai sapere se ti è’ piaciuto…

      1. A me non ha preso molto, ce ne sono stati di meglio in passato. Però ormai sono quasi in dirittura d’arrivo.

        Tuttavia, lo sai, è sempre una questione di gusti. Tutto è soggettivo in questo campo.

  2. Ho finito Joyland la settimana scorsa, e l’ ho trovato ottimo. Non direi che é un libro dove non succede nulla: direi piuttosto che per due terzi King si concentra su aspetti collaterali al tema principale, e soltanto alla fine mette da parte queste sottotrame per arrivare al nocciolo della questione.
    Il bello é che a me sono piaciute più le sottotrame del tema principale: con questo romanzo King ha dato prova di saper scrivere non soltanto scene horror, ma anche scene di vita quotidiana. E questi “slice of life moments” nella loro apparente banalità sono in realtà interessantissimi, perché fanno emergere il carattere dei personaggi, i sentimenti che li legano tra loro, le loro fragilità e i loro punti di forza… Joyland in questo é un romanzo straordinario.

  3. Eccomi qui, di ritorno dopo aver letto il capolavoro oggetto di questo post. Devo dire che sia tu che wwayne avete colto nel segno quando parlate di ambientazioni e sottotrame magigistrali. Joyland è il miglior libro di King degli ultimi anni.

    E, si: anch’io vorrei tanto andare a Joyland.

    Russ

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