Categoria: Schegge

[Scheggia delle 13.30]

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E ti torna in mente tutto mentre il mare ti culla tutta la tua vita e le pene dell’inverno tutte le difficoltà e i nodi stretti intorno al collo le cicatrici al sole spiccano non c’è filtro solare che tenga rimangono bianche sulla pelle scura e ti torna tutto in mente quando ti senti libera perché libertà e’ prigione quando non sai dove fuggire sei una barca alla deriva mare forza sette scarsa visibilità il grigio del cielo preme sul mondo

soffocare soffocare soffocare

e poi perdersi con la mente altrove non ci sono più state estati come quelle le estati che sanno di scoperta salsedine e pinoli le estati dei telefoni a gettoni e dei gelati al puffo le estati infinite dei viaggi in pullman a Torre del Lago e delle lotte coi cavalloni quando c’era bandiera rossa e i bagnini fischiavano le estati dei gatti al sole e di tutta la vita da immaginare e’ questo il punto immaginare
e poi

Soffocare soffocare soffocare
Inghiottire i sogni come bocconi avvelenati mentre scende la sera e non c’è niente da fare se non guardare l’orizzonte rosa sagome scure i pensieri tornano sempre e ti fissano mentre dormi appesantiscono le palpebre col piombo dei rimpianti e tutti sono felici di vivere attimi magici sotto notti stellate mentre io semplicemente ho smesso coi desideri mi penso addosso esaurisco agosto e ripenso sempre a tutto ciò che ho perso.

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[Scheggia delle 20.26]

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La paura fa perdere il senno la paura fa fare cose strane guardo l’orizzonte-cartolina davanti a me piccole casette colorate nel verde macchia mediterranea ulivi e pini e barche lasciano scie bianche sul mare la giornata e’ finita ma mi pare di aver vissuto venti vite diverse
ho avuto paura oggi ho avuto paura che le cose andassero male ho avuto paura della suoneria del mio telefono che suona i Def Leppard quando qualcuno chiama ho avuto paura che fossero cattive notizie ho avuto paura di perdere mio fratello ho avuto paura che il mondo si ribaltasse mi sono sparata nelle orecchie Suicide Commando e Combichrist mentre saltavo la corda per sfogare tutta la paura che ho avuto oggi cuore a mille sudore va tutto bene va tutto bene tutto e’ andato per il meglio lo yacht laggiu’ e’ ancorato nel golfo e gli abitanti di quella casa hanno acceso la televisione come ogni sera immagini in movimento oltre la vetrata un cane in lontananza abbaia e gli rispondono le upupe il nostro vicino non è’ arrivato a questa estate e si sente solo la voce di lei che chiama i bimbi che crescono a vista d’occhio pare non sia cambiato nulla nel golfo quest’anno i segreti sono oltre le soglie delle ville che spio col binocolo quando non so che fare oggi guardo l’orizzonte sono stanca per tutte le vite che ho vissuto in poche ore e’ strano quando la paura ti strozza l’anima e’ come il buio di una galleria e’ come precipitare nel vuoto va tutto bene va tutto bene non ho più paura domani risorgerò quando il sole nascerà dal mare infuocando il cielo.

[scheggia delle 03.47]

foto di Serena Dattilo
foto di Serena Dattilo

Tutto e’ immobile tutto e’ statico sono venuta al mondo oggi e già odio la luce del sole sono venuta al mondo oggi e già odio gli sguardi di tutti voi

Mille corvi mi beccano gli occhi

Incubo di una notte di mezza estate sogno l’apocalisse vorrei strapparti la maschera splendente e vedere le piaghe sotto l’oro che luccica tutti i tuoi sbagli e i tuoi rimpianti verranno a trovarti la notte e non servono maschere davanti allo specchio serve il coraggio che non hai mai avuto

mille corvi mi beccano gli occhi

lei canta una nenia sola nella stanza non deve aver paura di ciò che desidera lei mi salverà l’anima e tu lo sai lui mi stringe forte la notte mentre dormiamo ho bisogno del suo sorriso ho bisogno della sua forza mi ha salvato tante volte ora tocca a me
gli dico parla e ti ascolterò abbracciami e ti abbraccerò non te ne andare dici io non me ne andrò cammino su cocci di bottiglie rotte sui detriti della mia innocenza sui rovi lungo la strada di casa vorrei morire ora mentre cantano gli angeli in una chiesa vuota cera bollente sulla mia pelle Agnello di Dio che toglie i peccati del mondo abbi pietà di me odore di incensi nelle mie narici

Mille corvi mi beccano gli occhi

Mentre la luna illumina rovine di città scheletri di cemento noi danziamo nell’acqua per tornare alle origini al ventre di Madre Terra danziamo nell’acqua mentre la luna piena illumina d’argento le onde i bambini lo sanno che i castelli di sabbia li distrugge il vento la felicità e’ un istantanea in un album di foto noi balliamo amica mia prima che i corvi ci divorino gli occhi una volta per tutte prima che l’ultima polaroid di un sorriso si asciughi diventando ricordo di un tempo migliore prima che loro arrivino a portarci via l’anima

i bambini lo sanno miei cari lo hanno sempre saputo

[Buon Natale]

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L’orizzonte dal sesto piano pare più vicino. La casa e’ vuota, fredda. Puzza di chiuso. Puzza di fogna che sale dalle tubature. Buio. Ancora puzza.
Ho voglia di gridare.
I vicini che litigano.
Ho voglia di gridare.
I vicini che già si lamentano.
Basta! Silenzio!
Ho voglia di gridare.
Si spegne la luce. Blackout.
La luna mi ride in faccia.
Ho voglia di gridare.
Il silenzio di vie mute, Torrino-Acilia-Ostiense-Via del Mare- Malafede-traffico, auto, clacson, hanno tutti fretta
Ho voglia di gridare
La Pontina e’ un lungo serpente di macchine
Ho voglia di gridare.
Babbo Natale sdoppiato, triplicato, clonato appeso alle finestre, viuzze strette, sensi unici, buon Natale anche a voi, scritte sui muri, cani che pisciano, tu che ti svegli troppo presto al mattino e hai fretta, mentre vorrei stringerti ancora in questo letto sconosciuto. Unghie sulla pelle.
Ho voglia di gridare
Debiti
Crediti
L’affitto da pagare
L’affitto da riscuotere
La caparra
Ho voglia di gridare
Ho sfondato a calci
Una volta quella porta con lei
Quando non la conoscevo ancora,
Ora cade a pezzi
Crolla tutto quanto
La porta
la casa
Il mondo
Ho voglia di gridare
Il mio mondo in frantumi
Ho voglia di gridare
Tu che non mi guardi negli occhi
Perché non hai il coraggio di ricordarti chi sei
Ho voglia di gridare
Parole al vento
Parole in frantumi
Parole inutili
Vuote
Scarne
Ho voglia di gridare
Dammi ossigeno, ora
Ho voglia di gridare
Cosa fai a Capodanno?
Ho voglia di gridare
E vince la Roma
E perde la Lazio
Ma chissenefrega
E il Toro non so quanto ha fatto
Perché in fondo
Non me ne è’ mai interessato nulla
Se non di quei fantasmi che ho visto
Un giorno tra le rovine del Filadelfia
Di questo mi importa da sempre
Delle ombre
Del buio
Dei fantasmi del passato
Presente
Futuro
Come Scrooge spengo la luce
E provo a dormire.
Ho voglia di gridare
Questo Natale voglio dormire
Spegnete le luci degli alberi addobbati.
Ho voglia di dormire
Ho voglia di gridare
Ho voglia di dimenticare

Ma a tutti… Buon Natale

[Scheggia delle 16.41]

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Correre sotto la pioggia. Avevo dimenticato l’effetto che fa. Il cielo diventa buio d’improvviso e piovono secchiate d’acqua e ti metti a correre cercando di ripararti la testa con qualsiasi cosa tu abbia in mano: borsa, cartellina, sciarpa, sacchetto…
Quando trovi un riparo ansimi, ma ti senti viva, hai il cuore a mille, il trucco sbavato, ma sorridi col cuore, come quando eri piccola e tutto era più emozionante.
Amo la pioggia che lava via tutto e nessuno si accorge se stai piangendo.

[Scheggia delle 00.58]

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Voglio vivere sospesa
A testa in giù
Sopra le vostre teste,
Sfiorarvi con le mani
La punta dei capelli,
Come fanno le anime dannate,
Mentre voi non ve ne accorgete,

E dondolarmi…
Dondolarmi…
Dondolarmi…

Mentre mi guardate stupiti
E vi chiedete: “ma è’ pazza?”

Io voglio solo vivere nel buio,
A testa in giù,
Come un pipistrello
Per vivere un mondo capovolto

E dondolarmi…
Dondolarmi…
Dondolarmi…