Categoria: Sul comodino

[Blu quasi trasparente]

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Sono pagine di carne, sangue e disperazione. Con questo libro e’ come se Ryu Murakami si fosse staccato un pezzo di anima e ce lo avesse regalato. Io me ne sono cibata e non posso fare altro che ringraziarlo. Come non posso fare altro che ringraziare la persona che me lo ha regalato. “Leggilo e fammi sapere”, mi ha detto, ma è’ come se mi avesse preso per mano e condotta in un viaggio in un mondo in cui si rischia di farsi male e restano le cicatrici. Già… al di la’ della trama che si articola sugli eccessi di un gruppo di ragazzi giapponesi senza un futuro che sfogano le loro frustrazioni nel sesso, nella droga e nell’alcool, c’è un mondo. C’è la poesia di visioni oniriche, di emozioni forti o del l’assenza stessa di esse. C’è la forza della poetica giapponese, immagini e metafore che non si dimenticano facilmente e uno stile narrativo che ti inghiotte. È un atto di ribellione silenzioso e nichilista verso la società. Un consiglio? Sedetevi al buio, illuminati solo dalla luce di una lampada, accendete la musica degli Stones o dei Doors a coprire il silenzio e leggete questo libro d’un fiato. Vi avverto che fa male, ma a me piace sanguinare.

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[Presentazione di Zucchero filato a Roma]

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Mille cose da fare in questi giorni perché domani ci sarà la presentazione romana del mio libro Zucchero Filato… Non vedo l’ora!
A presentare il mio lavoro ci sarà la grande Ilaria Palomba e alle pareti i disegni diSilvia Faieta, mondi geometrici in bianco e nero in cui vorrei tuffarmi.

Venite a trovarmi!

http://www.disarticolateculture.it/

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[Joyland]

La gente pensa che il primo amore sia tanto dolce, e lo diventi ancora di più quando il legame si spezza. Conoscerete almeno un migliaio di canzoni pop e country sull’argomento , con qualche povero scemo col cuore infranto. Ma quella prima ferita e’ la più dolorosa, la più lenta a guarire e lascia una cicatrice orribile. Che ci sarà di dolce…?
Stephen King, Joyland

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Leggere Stephen King e’ come tornare a casa. Seguire il ritmo delle sue parole, le sue espressioni divertenti e le descrizioni particolareggiate mi fa tornare bambina, a quando mia madre mi leggeva stralci dei suoi libri sulla spiaggia.
Stephen king mi guida in un mondo parallelo, dove mi sembra che non possa succedermi niente di brutto. Le cose spaventose succedono ai suoi personaggi, non a me che leggo. Il mondo si ferma. Non penso a nulla. Solo a continuare a leggere.
Voglio andare a Joyland. Voglio conoscere i personaggi. Voglio dire a Devin Jones che è vero che l’amore lascia cicatrici che fanno un male atroce e che, ha ragione, non c’è niente di dolce in tutto ciò.
Leggo nella penombra della mia camera e non voglio smettere.

Zucchero filato

Lo ammetto. Io giudico spesso i libri dalla copertina. Mi e’ successo di averne comprato qualcuno perché attirata dalle scritte, dai colori e dalla foto della cover. Come una gazza ladra.

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Il mio terzo libro sta per uscire e tutto ciò che posso mostrarvi e’ la copertina. Vi offro il mio cuore, le mie mani, le mie labbra, il pizzo del mio abito. Frammenti di me. Il libro stesso e’ parte di me. Ho sanguinato pagina per pagina. Non è facile consegnare al mondo il proprio cuore. Mi sono soffermata nei ricordi, persa nelle mie paure, consumata dalla passione, sfogata e analizzata e ora sono emozionata, in attesa di prendere in mano il prodotto finale.

Mentre attendiamo che il mio libro esca vorrei ringraziare voi lettori perché mi spronate a fare sempre meglio, gli amici che si sono già prenotati una copia e Johnny Rainbow, l’autore della copertina che, in un pomeriggio afoso, ha seguito la mia follia ed è riuscito perfettamente, come al solito, a catturare la mia essenza.

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Fatti male

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Fatti male e’ stata una rivelazione per me. Sono andata alla presentazione per caso e l’ho acquistato per curiosità essendo sicura che non mi sarebbe piaciuto. Mi aspettavo un mix di Santacroce e Irvine Welsh trito e ritrito con volgarità gratuite, invece mi son trovata davanti un libro che mi ha catturata, per niente scontato e scritto da una ragazza che scrive bene. Una scrittrice a tutti gli effetti, Ilaria Palomba, di cui ho deciso che mi devo procurare anche il libro di poesie!

Fatti male e’ un libro che fa male, ma di quel male che ad un certo punto diventa sopportabile, come quello di un tatuaggio che ti abitui e poi sei felice del risultato. E’ un libro profondo, disperato e fastidioso che ti entra sotto la pelle e vuoi andare fino in fondo. Un viaggio all’inferno e oltre, e’ un’auto impazzita lanciata sulla highway to hell più squallida che possiamo immaginare. Ma e’ anche un messaggio su quanto brutto sia il mondo e di quanto disperata sia la ricerca di sé stessi e di una felicita’ effimera. Se l’uomo non e’ un’isola, Stella, la protagonista, e’ una barca alla deriva, ma nonostante tutto ci sono schegge di Stella in ognuno di noi ragazze che inseguiamo amori sbagliati e idealizziamo castelli di carte.

Life can be beautiful

Come accennato ieri, ho pensato a quali sono quei momenti che sembrano banali ma in realtà son pillole di felicità che mi addolciscono la vita.

– bere il Porto in giardino appena arrivate nella nostra seconda casa al mare. Per me e mamma è una tradizione. Lo facciamo mentre guardiamo la luna che si specchia nella baia e ci sentiamo subito in vacanza.

– ricordarsi di quando la mia amica Veronica ha ordinato un’insalata senza insalata e sapere che non è una leggenda metropolitana.

– dire che l’Eur è la mia zona preferita di Roma e guardare le facce dei miei interlocutori che di solito pensano che stia scherzando.

– Ubriacarsi con l’Estathé. Si può. Lo giuro.

– Andare ad un concerto di una band per ragazzini e rendersi conto che la maggior parte della gente intorno a me non ha tra i propri ricordi l’omino di Italia ’90, ma sentirsi lo stesso a proprio agio.

– Il momento in cui, quando leggo un libro, penso “l’autore è riuscito a tradurre in parole ciò è intrappolato nella mia mente”. Anche se è ancora meglio quando qualche mio lettore pronuncia questa frase riferendosi a me!

– Guardare un film che si pensava di aver visto e rendersi conto, dopo la prima scena, che invece è del tutto nuovo.

– Tutte le volte in cui lui mi dice “pare brutto”e io scoppio a ridere.

– quando l’ultimo paio di scarpe rimastao è proprio quello che volevo ed è del mio numero, come oggi!

– Ascoltare in loop la stessa canzone per un pomeriggio intero.

– quando un’amica che non ti vede da tempo ti dice: “ma come sei dimagrita!”

– E infine trovare questa pagina e scoprire i vostri momenti di trascurabile felicità.

Momenti di trascurabile felicità

Le vacanze estive son fatte per divorare libri. Sono entrata in una libreria a Santa Margherita e la mia fame di lettura e’ stata placata da un libro che in copertina aveva un adesivo con scritto “Consigliato dal libraio”. Perché no, ho pensato e l’ho acquistato spinta dalla curiosità. Si intitola “Momenti di trascurabile felicità”  di Francesco Piccolo ed e’ un libro semplice, sincero e limpido come l’acqua fresca. E’ come parlare con un amico che ti conosce bene, in ogni pagina scopri che, in fondo, non sei l’unico ad avere questa o quell’altra abitudine bizzarra. Non e’ un romanzo, bensì una raccolta di pensier,i aneddoti ed annotazioni dell’autore che ti fanno capire quanto la vita, nonostante tutto, sia bella. La felicita’ e’ fatta di piccoli attimi che rendono l’esistenza meno amara.
Quali sono i vostri momenti di trascurabile felicità? Io sto pensando ai miei… li scriverò nel prossimo post.